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Documentato nel Basso
Medioevo come appartenente al Contado del Seprio, il borgo di Orago
segue le vicende di quello di Gallarate: nella zona vi erano stanziate
popolazioni preindoeuropee, appartenenti al ceppo ligure, più
propriamente della Liguria padana. In un secondo tempo, a partire
dal 1000, con conclusione verso il 500 a.C., ecco l'occupazione da parte
dei Celti insubri. Ben preso i Celti entreranno in conflitto
con i Romani che occuperanno la zona intorno al 200 a.C..
Successivamente il cedimento della romanità provoca un autentico trauma
civile, il Varesotto fu via via occupato, a cominciare dal IV secolo
d.C. dalle popolazioni barbariche scese dal Nord, dagli Eruli,
Ostrogoti, Bizantini, Longobardi e Franchi. Perno
organizzativo e polo di riferimento per questa strutturazione
territoriale fu Castelseprio. Posto sull'itinerario della
valle dell'Arno che portava da Milano verso i valichi alpini, il Castello
di Orago faceva parte del sistema fortificato a difesa del
percorso. Appartenente ai Visconti del ramo di Orago, il castello
è di pertinenza del milite Antonio Visconti e di suo figlio Gentile
all'inizio del Quattrocento quando il "Castrum de Urago"
venne distrutto da soldatesche di Busto e di Gallarate.
Presumibilmente riadattato dopo i danni del 1402, il Castello di Orago
rimase ai Visconti fino alla metà del Cinquecento. Quando Bianca
Visconti sposerà un Lampugnani legnanese il Castello con relative
proprietà passerà a tale famiglia. A testimonianza della
antica origine fortificata si può notare ancora oggi la torre
quadrangolare posta sul lato meridionale del palazzo.
La linea della potente famiglia dei Visconti di Orago si era
estinta dopo poche generazioni. L'ultima discendente, Bianca, aveva
sposato Ferdinando Lampugnani, figlio del capitano ducale Oldrando III.
Morto costui nel 1533, Bianca sposò un altro personaggio di casa
Lampugnani: Gaspare Antonio, del ramo dei cavalieri di Legnanello, che
avevano il loro maniero proprio nel cuore dell'antica
Legnano. Bianca non solo tramandò alla sua progenie il Castello e i beni di Orago, ma altresì il nome del proprio casato
paterno, determinando il cosiddetto ramo dei LAMPUGNANI VISCONTI, feudatari di
Orago e Cassano.
Nel 1774 veniva eletto prevosto di Gallarate Giovanni Battista Bonomi.
Erano tempi di grandi fermenti politici, sociali e culturali, cominciava
ad aleggiare un acceso anticlericalismo. Il Bonomi non si trovò proprio
al posto giusto nel momento giusto. Le cronache del tempo dicono
che era "uomo molto timido, solo buono di predicare al suo
popolo". Nel 1798 il Bonomi dovette a malincuore soggiacere
alla confisca e consegna forzata a Milano di tutti gli arredi sacri in
metallo prezioso, spossessato anche del diritto di presiedere
l'amministrazione del Luogo Pio S.Antonio Abate di Gallarate, si
ritirava infine dalla carica nel 1801 prendendo dimora nel Castello di
Orago. Egli infatti aveva acquistato nel 1874 dall'Ospedale
Maggiore di Milano le proprietà pervenute dal lascito Lampugnani.
Il timido ma benestante prevosto aveva sborsato la bella cifra di 4839
Scudi. |
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Quando agli inizi del
Settecento la Lombardia passò dal dominio spagnolo a quello austriaco,
una delle prime preoccupazioni di Carlo VI d'Asburgo fu quella di
riorganizzare il sistema tributario. Nell'ambito di tale
riordinamento fiscale fu determinante la grande opera del catasto che
comportò la misura e la stima di tutti i beni immobili dello
stato.
Tale opera però non poteva però non influire sulla cartografia,
infatti la topografia della regione lombarda era ancora in uno stato
quasi primitivo. Si sentiva l'esigenza di una carta moderna che
rispondesse alle necessità dei tempi: non doveva solo limitarsi ad
essere esatta nella misura topografica, ma doveva presentare precise
misure geodetiche. Vennero così realizzate, per ordine
dell'autorità governativa e dopo anni di attesa, delle carte
topografiche abbastanza precise nelle quali si curò di mettere in
evidenza i più importanti centri abitati e le maggiori vie di
comunicazione. Come si nota la località di Orago è ben
evidenziata in questa carta e non è una svista l'aver dimenticato paesi
confinanti o vicini come Jerago, Besnate, Santo Stefano o Solbiate
Arno. Infatti Orago, nel Settecento, visse uno dei momenti più
gloriosi della sua storia per la presenza della dimora signorile della
potente famiglia dei Lampugnani Visconti con personaggi che brillarono
per l'eccellenza del loro potere non solo economico ma politico e per la
realizzazione di una stazione di posta con tanto di osteria o
"bettola con alloggio e stallazzo" sull'importante arteria
stradale Gallarate-Varese. |